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Consumo Isterico

Quanta moda consumiamo?

Il titolo del mio blog vuole riprendere anche un altro mio interesse che definirei quasi una necessità. L’ opportunità di conoscere e scoprire luoghi nuovi anche vicini a me ma con occhi sempre diversi e curiosi. Ho la fortuna di aver avuto due genitori che fin da quando ero piccola, insieme ai miei fratelli, mi hanno fatto esplorare il mondo. Ovviamente questa fortuna l’ho sempre apprezzata e tutt’oggi rappresenta per me una necessità fondamentale: cambiare luogo, vedere nuove abitudini, altre culture e sentire parlare lingue diverse sono per me una boccata d’aria pura. I viaggi e l’esplorazione mi fanno sentire viva e ciò che mi lasciano dopo è la voglia di conoscere le tipicità artistiche del luogo visitato. A un viaggio, in particolare, sono molto affezionata per il legame che ho scoperto e per le riflessioni che quella terra mi ha regalato ed è quello che mi ha portato in Africa. 

Potrebbe sembrare un cliché nel 2020 parlarne, ma ritengo che sia stato un viaggio che mi ha fatto ragionare sul rapporto che noi abbiamo con il nostro guardaroba. Da questo viaggio ho iniziato a chiedermi come e in che modo si possa diminuire il nostro consumo isterico di abiti ed accessori e ho iniziato a documentarmi rispetto alle nuove tendenze che si fanno largo tra alcuni designer e creativi.  Ho iniziato così a cercare di stare più attenta quando compio degli acquisti. Ogni anno si stima che si producano milioni di tonnellate di nuovi vestiti e con essi anche milioni di nuove fibre tessili che comportano un consumo del territorio e uno sfruttamento eccessivo delle risorse a carico e dell’ambiente. La moda è molto influente nel nostro pianeta, più di quanto si possa pensare. Essa rappresenta uno dei maggiori fattori di inquinamento. Sempre di più il tema ambientale e climatico si connette con la moda e ogni anno il problema aumenta. Il viaggio che ho fatto, mi ha aiutato a focalizzare il problema. Mi ha suscitato la consapevolezza di quanto l’uomo sia influente sul pianeta rispetto alla natura stessa. Mi ha fatto rendere conto di quanto noi uomini sfruttiamo la natura, senza preoccuparci delle reali conseguenze di ciò che causiamo. Nel mondo in cui viviamo, presi dalla nostra frenesia, non siamo consapevoli di ciò che accade. Tornata dal viaggio e cosciente del problema l’ho tenuto dentro di me cercando di capire come esprimerlo. Non nascondo il fatto che, in determinate situazioni, io abbia cercato di non pensarci troppo e di lasciarmi catturare dal “bisogno” di acquistare. La decisione di comprare non è razionale nella moda è qualcosa di emotivo. È una sensazione che colpisce ognuno di noi perché la “bellezza” della moda sta proprio nella visione, nel sogno che essa suscita in noi e nell’ emozione che ci trasmette. Non penso, quindi, che sia necessario colpevolizzarsi per aver acquistato qualcosa, bisogna però renderci conto che abbiamo una grossa responsabilità. In alcuni momenti penso sia la comodità e le abitudini del nostro stile di vita a renderci voraci consumatori di moda. Ciò è dovuto anche al fatto che, come Italiani, siamo il paese per eccellenza di amanti dello stile e dell’immagine. Dobbiamo però iniziare a fare i conti con le risorse del nostro pianeta, l’unico che abbiamo e , per proteggerlo rimodulare i nostri comportamenti. Non è semplice come si pensa…infatti, le nostre abitudini sono legate a modelli di business dei diversi brand, che hanno fondato sul consumo veloce la loro storia e su interessi economici e politici dei diversi paesi difficili da sradicare. Da Italiana mi piacerebbe che ci rendessimo conto realmente del problema che si sta sempre di più concretizzando e che i nostri brand, che rappresentano la storia della moda mondiale inizino a farsi carico del problema e renderci più coscienti e partecipi rispetto a queste tematiche così importanti. Bisogna che ognuno di noi inizi dal proprio armadio a rendersi conto di ciò che possiede e dall’impatto che provoca nell’ ambiente. È il momento di diventare più responsabili e più coscienti. 

Fashion Designer: Borbala Ferencz; Collection Sep,8/2018 : The Return of the Shreds
Fashion Designer: Borbala Ferencz; Collection Sep,8/2018: The Return of the Shreds

Di carolinachiavon

I'm a fashion addict and traveller.